L’assist lo regala volentieri. Lei che normalmente blocca gli attacchi altrui. «Brava Fortitudo Mozzecane, mi sei piaciuta». Il giudizio è di quelli che contano, visto che i vertici della serie A e la Nazionale azzurra sono il suo mondo da anni. Cecilia Salvai ha osservato le gialloblù in amichevole, sconfitte 3-0 al Club Azzurri di Mompiano dall’autorità del Brescia campione d’Italia. Le ha guardate bene, concentrata per fermare le azioni offensive di Zoe Caneo e compagne. E l’occhiolino, a fine partita, il difensore biancoblù decide di farlo con sincerità. Sia alle avversarie che a Fabiana Comin, dal 2013 all’estate scorsa suo ex viceallenatore all’Agsm Verona e oggi tecnico del Mozzecane.
Salvai, che impressione le ha fatto la Fortitudo?
«Buona. Le gialloblù si sono mosse abbastanza bene in fase difensiva e hanno provato a sviluppare qualche manovra interessante. In partite così, si sa, il risultato non conta niente: per la Fortitudo, questa amichevole (3 gennaio, ndr) è stata importante per verificare il proprio stato di forma in vista della ripresa del campionato e ha rappresentato una bella occasione per affrontare calciatrici di alto livello».
Appunto, quanto può essere utile confrontarsi con atlete affermate?
«Ogni gara è un modo per fare esperienza e giocare contro una formazione di categoria superiore lo è ancora di più. Pertanto, il Mozzecane analizzerà la sfida nella maniera giusta, ripensando agli errori per non ricommetterli in futuro ma pure agli aspetti positivi, che trasmetteranno carica e maggiore consapevolezza. A inizio match le ragazze erano forse un po’ timorose, però con il passare dei minuti hanno preso fiducia e questo è un aspetto fondamentale».
Una calciatrice gialloblù che le è piaciuta in particolare?
«Tutte si sono comportate bene e, considerata la giovane età del gruppo (poco più di 19 anni di media, ndr), credo che molte di loro abbiano l’opportunità di crescere, se continueranno così. Nello specifico, avendola marcata da vicino, ho apprezzato la prestazione in attacco di Zoe Caneo, mentre a centrocampo mi sono piaciute Rachele Peretti, Beatrice Piovani e Valeria Dal Molin».
Vista la sua esperienza nazionale e internazionale, qual è il consiglio di Salvai per i difensori della Fortitudo Mozzecane?
«Non mi sento di dare suggerimenti particolari, perché so che la squadra ha già un allenatore e un viceallenatore preparati e che si fanno sentire parecchio (sorride, ndr). In ogni caso, raccomando di proseguire su questa strada, di non mollare mai e di credere sempre nelle proprie possibilità».
Dopo le ultime tre annate trascorse insieme all’Agsm Verona, è la prima volta che incrocia mister Fabiana Comin. Sensazioni?
«Io e Fabiana abbiamo condiviso tanti momenti, tante partite e tante emozioni, una su tutte lo scudetto vinto due stagioni fa con l’Agsm Verona. E certe cose non si dimenticano. L’ho vista concentrata come al solito e pronta a trasmettere la sua grinta alle giocatrici».
Com’è Comin allenatore?
«Fabiana è un tecnico che cerca sempre di caricare al massimo la squadra ed è molto attenta a tutti gli aspetti che riguardano il gruppo, sia in campo che fuori. Ovviamente anche lei, come le atlete della Fortitudo, può migliorare ancora».
In Primavera nell’Agsm Verona, oggi al Mozzecane. Durante l’amichevole ha potuto osservare di nuovo in azione Valeria Dal Molin e Alessandra Zangari, sue ex compagne appunto in riva all’Adige.
«Mi ha fatto piacere rivederle, infatti a fine gara ci siamo salutate: entrambe sono cresciute e spero facciano bene alla Fortitudo. Al contrario, mi è dispiaciuto che Elisa Fasoli e Mia Zorzi (indisponibili, ndr) non siano riuscite a giocare: peccato, sarebbe stata una bella esperienza pure per loro ma avranno di sicuro altre occasioni per mettersi in mostra. Mi ricordo di tutte e quattro: al Verona si allenavano ogni tanto con noi della prima squadra e hanno esordito in serie A».
La Fortitudo è una formazione dall’età media bassissima ma anche lei quando debuttò in serie A con il Torino, nel 2009, aveva 15 anni ed era una delle più giovani della rosa. In questi casi, come si fa a crescere?
«Penso che siano molto importanti le persone che incontri sul tuo percorso, sia a livello di compagne che di allenatori. Per quanto conosco la società gialloblù, so che le atlete più esperte del gruppo cercano di aiutare le giovani e che lo staff tecnico ha come obiettivo primario la crescita delle ragazze. Perciò, se le più piccole avranno il desiderio di ascoltare e di impegnarsi, questa stagione sarà davvero utile per migliorare».
Salvai era in tribuna a Pradelle, lo scorso 2 ottobre, per seguire Mozzecane-Azalee (4-4). Dall’esordio in campionato, la Fortitudo è cambiata?
«Sì, in meglio. Quella partita era stata un po’ pazza, con parecchi gol, e già allora le gialloblù avevano dimostrato carattere e di essere una squadra che non molla mai. Ora le ho viste cresciute e i risultato lo testimoniano. Quando ho la possibilità, sì, vengo volentieri a vedere il Mozzecane».
Cecilia Salvai difensore del Brescia, Marco Borgese viceallenatore della Fortitudo: fidanzati nella vita e per la prima volta avversari in campo. La sfida come l’ha vissuta?
«In casa c’era tensione (ride, ndr). Battute a parte, so quanto Marco tenga alle sue ragazze e quanto avesse a cuore l’amichevole, quindi sono felice che siamo riusciti a disputarla. Naturalmente abbiamo scherzato sul fatto che fossimo avversari, visto che non capita tutti i giorni. In questa occasione, però, ho vinto io (sorride, ndr)».
In casa vi capita di parlare della Fortitudo Mozzecane?     
«Certo. Marco mi racconta come sono andate le partite della domenica e, ogni tanto, come vanno gli allenamenti. Mi fa piacere sapere cosa fa, perciò ascolto e mi interesso volentieri».
La sua esperienza al Brescia?
«Ottima. L’ambiente è professionale, con la squadra mi trovo bene e tutto funziona. Sabato (7 gennaio, ndr) riprendiamo il campionato cariche al massimo e proveremo a ripetere ciò che è stato fatto nella passata stagione, cercando di conquistare di nuovo scudetto e Coppa Italia. Intanto, però, sono davvero contenta di aver sollevato il primo trofeo con la maglia biancoblù (la Supercoppa italiana lo scorso settembre, ndr) dopo poco più di un mese dal mio arrivo. L’avventura in Champions League? Abbastanza positiva, anche se ci è rimasto un po’ di amaro in bocca: contro il Fortuna Hjørring avremmo meritato un risultato migliore e l’accesso ai quarti di finale, invece siamo state eliminate. Tuttavia, abbiamo già archiviato la delusione e siamo concentrate sui prossimi obiettivi».
Cecilia è tornata in pianta stabile in Nazionale. Soddisfatta?
«Parecchio. Per un certo periodo ho avuto bisogno di dedicare più tempo all’Università, ma da qualche mese sono più libera e sono felice che il ct Antonio Cabrini mi abbia richiamata e dato fiducia: abbiamo strappato il pass per partecipare in estate all’Europeo e mi impegnerò al 100% per esserci pure io in Olanda».
Matteo Sambugaro
Foto: Brescia CF
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