La canzone dedicata alla sua squadra del cuore le offre il parallelo. «La Fortitudo Mozzecane è pazza come la mia “pazza Inter”: tutte e due stanno ottenendo risultati altalenanti in campionato ed entrambe hanno potenziale ma potrebbero credere di più in se stesse». La passione nerazzurra le scorre nelle vene, «quando la scopri diventa parte di te ed è difficile da abbandonare. Anzi, impossibile». Nel testo del brano, Rachele Peretti trova la definizione perfetta: «È una gioia infinita, che dura una vita». Un amore nato nel 1998, «appena il mio idolo Roberto Baggio venne a vestire la maglia dell’Inter: avevo sei anni e mi innamorai subito dei colori nerazzurri». Una vera «Inter»vista (giocando simpaticamente con le parole), viaggiando tra maschile e femminile, in attesa proprio dello scontro tra Fortitudo e Inter Milano in programma domenica 15 gennaio a San Zeno di Mozzecane.
BARBIE INTERISTA. Capelli biondi, un classico. Completino nerazzurro addosso, dalla t-shirt ai calzettoni. La centrocampista gialloblù tiene la sua Barbie «interista» lì accanto, quasi come fosse un portafortuna. «È stato un regalo di Natale che mi avevano fatto alcuni amici di famiglia a cui sono legatissima, quando ero più piccola – racconta Rachele -. Sapevano che amavo sia le Barbie che l’Inter, così abbinarono le due cose e mi stupirono con una bellissima sorpresa. Quella bambola, infatti, la conservo gelosamente in camera e rappresenta il connubio delle mie passioni: il calcio, l’Inter, la moda e vestiti. Non la butterò mai via».
UN’EMOZIONE SFIDARE L’INTER. Trovarsi la formazione nerazzurra davanti è sempre speciale. «Sapere che nel tuo campionato milita la squadra che tifi, seppur al femminile, è stimolante e affrontarla mi trasmette un’emozione particolare ogni volta». In carriera, tra serie A2 e odierna B, Peretti ha sfidato l’Inter Milano in sei occasioni: il suo bilancio parla di tre vittorie (comprese le due della passata stagione conquistate con la divisa del Fimauto Valpolicella), un pareggio e due sconfitte. Se, però, si prendono in considerazione i precedenti disputati solo con la Fortitudo Mozzecane, lo score è negativo: un successo, un pareggio e due ko. «Vedersela con l’Inter è difficile, perché è un club forte, attrezzato e preparato sia a livello fisico sia tecnico – sottolinea la centrocampista gialloblù -. Sarebbe bello giocare in nerazzurro e indossare quella maglia: nell’estate del 2015 avevo avuto un piccolo contatto con la società ma nulla di più. Oltretutto, per me ora sarebbe impossibile esaudire questo desiderio: dovrei trasferirmi a Milano e cambiare vita. Se segno domenica? Esulterei, è naturale. Tifo l’Inter maschile, non la compagine in rosa (sorride, ndr). Spero di far gol e che il Mozzecane vinca». Una curiosità: in casa Mozzecane, Peretti ha realizzato l’ultimo centro del 2016, con la Riozzese, e il numero uno del 2017, con il Südtirol Damen.
PERETTI-INTER, PAZZI RICORDI. Di reti al club nerazzurro, Rachele ne ha siglate due. Entrambe nel campionato 2011/12, nella cavalcata culminata con la promozione in serie A della Fortitudo. Una marcatura all’andata, una al ritorno, tutte e due importanti a fini del risultato. «Contro l’Inter mi capita sempre di vivere match pazzi e vere battaglie – ricorda lei -. In quell’annata, per esempio, venni espulsa ingiustamente nella prima partita: era il 92’, stavamo per battere un calcio d’angolo e in area incespicai in un’avversaria; all’improvviso una sua compagna mi si avvicinò, mi spinse e l’arbitro, senza darmi il tempo di replicare, tirò fuori il cartellino rosso per entrambe. Nel secondo incontro, invece, segnai da fuori il gol dello 0-2 (punteggio finale: 3-4, ndr): fu una grande emozione perché quel successo mise la firma virtuale sulla vittoria del torneo, impresa che festeggiamo la settimana successiva, nell’ultima gara di campionato».
CON L’INTER MILANO SENZA PAURA. Domenica 15 gennaio, il Mozzecane ospiterà appunto l’Inter Milano. Le nerazzurre sono terze in classifica, a due lunghezze dal Fimauto Valpolicella capolista, e sono reduci dall’affermazione per 6-4 sulla Pro San Bonifacio (attuale seconda forza del girone C). «Mi aspetto un avversario molto agguerrito e per niente appagato, che cercherà i tre punti ad ogni costo per continuare a lottare per la promozione in A e che non sottovaluterà l’impegno – sottolinea Peretti -. Pertanto, bisogna che la Fortitudo scenda in campo con umiltà e notevole spirito di sacrificio, sapendo che dovremo aiutarci l’una con l’altra e lasciare da parte la leziosità: al contrario, occorrerà combattere su qualsiasi pallone e avere la voglia di arrivare prima noi sulla palla, con grinta e cattiveria agonistica. Non abbiamo paura e, se le undici titolari, insieme alle ragazze che entreranno dalla panchina, mostreranno questo atteggiamento, avremo le chance di fare qualcosa di buono».
FORTITUDO, «COLONIA» NERAZZURRA. Al Mozzecane c’è una vera «colonia» nerazzurra. Sono infatti sei le gialloblù a tifare l’Inter: Peretti, Francesca Salaorni, Zoe Caneo, Francesca Signori, Alice Martani e Francesca Olivieri. «È una bella e interessante casualità – sorride Rachele -. Siamo in tante, tutte condividiamo gioie e dolori della nostra squadra del cuore, e ci diamo manforte». Dall’altra parte, le compagne milaniste sono Alessia Pecchini (al momento in Olanda per motivi di studio), Elisa Fasoli, Mia Zorzi e Valentina Sossella. «I derby li vivo in particolare con Alessia: guardiamo le gare insieme alla televisione e ci prendiamo in giro con simpatia – confida la centrocampista -. Ultimamente, però, visto che sia Inter che Milan non giocano match entusiasmanti, ci diamo una pacca sulla spalla a vicenda e ci arrabbiamo con le rispettive formazioni. Sono sincera: in passato i risultati della domenica mi condizionavano di più, nel bene o nel male, invece oggi seguo un po’ meno il calcio. Un giorno, comunque, io e Alessia ci siamo promesse di andare a vedere un derby dal vivo, allo stadio Giuseppe Meazza».
ZANETTI, UN SIMBOLO. L’idolo di sempre è Roberto Baggio, non si discute. Ma il nerazzurro preferito, Rachele non fa fatica a trovarlo: «Javier Zanetti, un capitano con la “c” maiuscola, una bandiera, un esempio di attaccamento alla maglia, un soldato e un simbolo. Quando, al ritorno, giocheremo a Milano, spero che lui venga a vedere l’incontro: è una vita che sogno di fare una foto con Zanetti». D’altronde, diciannove stagioni all’Inter e una bacheca piena di trofei, per una tifosa come lei sono impossibili da dimenticare. L’ex difensore, ora vicepresidente, dell’Inter ha lasciato il segno e si è dimostrato anche attento al mondo del pallone femminile: già, perché lo scorso dicembre Zanetti si è allenato una volta insieme all’Inter Milano capitanata da Regina Baresi. «Ho provato una grande invidia – confessa Rachele -. Le nerazzurre sono state davvero fortunate: conoscendo la carriera, ciò che ha vinto e la continuità che ha dimostrato in quasi vent’anni, ricevere e ascoltare i suoi consigli sarebbe stato fantastico».
«VORREI ESSERE ALLENATA DA MOU». Dal campo alla panchina. Il tecnico per eccellenza di Peretti è il condottiero del «triplete» nerazzurro del 2009/10, Jose Mourinho. «O lo ami o lo odi, e io vorrei tanto essere allenata da lui». Due scudetti, una Champions League e una Coppa Italia sono i trofei alzati dal portoghese con l’Inter. La storia del club, Mou l’ha scritta a suon di successi. «Il suo atteggiamento un po’ altezzoso e studiato mi piace parecchio: Mourinho è un calcolatore e, per quanto le sue sedute di lavoro possano essere dure e pesanti, vorrei provarle. Io preferisco i tecnici che mi “martellano”, altrimenti ho difficoltà a migliorare». Un ex allenatore nerazzurro, però, la centrocampista gialloblù l’ha incontrato: «Poco più di una decina di anni fa, Roberto Mancini era venuto a Veronello in occasione di una conferenza per allenatori: partecipai anche io per vederlo e, alla fine, mi avvicinai, gli feci autografare la mia maglia dell’Inter e scattammo una foto insieme».
«INTER-BARCELLONA 3-1, IO C’ERO». La partita dei sogni. «Una partita irrepetibile e che ci diede una spinta decisiva per vincere la Champions League». Venti aprile 2010: l’Inter sconfisse 3-1, al Meazza, il Barcellona di Pep Guardiola nella semifinale di andata e fece un passo in avanti verso la finale. «Ero a San Siro con Marco Pizzoli (l’attuale fisioterapista della Fortitudo, ndr), seduta in alto, nel terzo anello – commenta Rachele -. Vedere in azione un fenomeno come Lionel Messi e battere quel Barcellona è stato da cardiopalma. Pazzesco. Terminato il match, saremmo voluti stare in giro tutta la notte per festeggiare. E dire che questo è l’unico incontro dell’Inter che ho assistito al Meazza: di solito, i nerazzurri li guardo alla televisione o dal vivo al Bentegodi quando vengono a Verona per affrontare Chievo o Hellas».
BAYERN MONACO IL TOP, 5 MAGGIO IL FLOP. Vittoria più bella da una parte, sconfitta più bruciante dall’altra. Peretti ripercorre il suo album di ricordi interisti: «Il successo in finale contro il Bayern Monaco e la conquista della Champions League nel 2010 sono state le emozioni più forti, il ko contro la Lazio il 5 maggio 2002 e la perdita dello scudetto hanno rappresentato, invece, le delusioni più cocenti». E qual è un calciatore della storia nerazzurra in cui Rachele si rivede? «Direi Wesley Sneijder: tecnicamente è molto bravo, ha visione di gioco, senso del gol e batte bene le punizioni».

Matteo Sambugaro

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