La fascia sinistra dello stadio Galizia le ha dato il benvenuto in serie B. Prima l’abbraccio con Nana Welbeck al momento del cambio, poi il quarto d’ora finale contro il Südtirol Damen e il debutto con la Fortitudo Mozzecane delle grandi. Lucia Bonfante non sta nella pelle: «È stata una forte, fortissima emozione. Ero molto agitata, ho dato tutto e mi sono lasciata andare. La mia prima volta in B non la dimenticherò mai».

Quindici minuti in campo a Laives, larga sulla corsia esterna nel 3-5-2 disegnato dallo staff tecnico gialloblù. Quindici come gli anni del difensore mantovano, una delle colonne portanti della Primavera: «Questo esordio mi ha trasmesso tanto coraggio, lo considero un vero punto di partenza: paragonandomi ad un libro, sono solo alla copertina o, al massimo, all’introduzione. La mia prestazione? Sono parzialmente soddisfatta: ho corso parecchio, cercando di aiutare il più possibile il gruppo, però so che mi sarei potuta comportare meglio in alcune occasioni».

Ha vinto i suoi primi contrasti in serie B, Lucia. Ma sono arrivate pure un paio di galoppate sulla fascia e, soprattutto, l’assist per lo 0-8 finale di Francesca Rasetti. «Quel passaggio è stata la cosa più bella che ho fatto e rappresenta un ottimo spunto per acquisire maggiore fiducia in futuro. Le compagne della prima squadra? Stare al loro fianco è diverso dal giocare in Primavera o comunque con le mie coetanee, nonostante qui ci siano tante giovanissime». Già, perché contro il Südtirol Damen Bonfante si è trovata in campo insieme a Letizia Malvezzi, Alessandra Zangari, Mia Zorzi e Chiara De Vincenzi, colleghe (chi più, chi meno) anche in Primavera. «Averle vicino è stato un vantaggio: so bene come si muovono e come giocano – spiega Lucia -. In ogni caso, tutte le ragazze mi hanno dato un grande supporto, mi hanno incitato, tranquillizzato e mi hanno fatto i complimenti a fine partita. Le ringrazio di cuore, come dico grazie ai tecnici Marco Borgese e Fabiana Comin per avermi convocato e avermi permesso di debuttare in serie B».

Un pomeriggio di attesa e speranza, quello di Bonfante. L’esordio era nell’aria, Lucia sapeva che a Laives sarebbe potuto arrivare il suo momento, «ma terminato il tempo non mi aspettavo di giocare: il risultato (0-2, ndr) non era ancora al sicuro del tutto – racconta il difensore gialloblù -. Nella ripresa, invece, mi hanno detto di scaldarmi e hanno iniziato a tremarmi le gambe. Ero stata in panchina in altre due partite (con l’Orobica in casa e con il Milan Ladies in trasferta, ndr) e, nonostante desiderassi scendere in campo, ero consapevole che non sarebbe toccato a me. Stavolta è successo e ho realizzato un sogno».

Dalla Primavera alla prima squadra, insomma. Oggi una parentesi di un quarto d’ora, domani chissà. Lucia, intanto, si gode il momento: «Negli ultimi mesi sto andando spesso ad allenarmi con le ragazze della serie B e mi trovo molto bene: mi piacciono il modo di lavorare della prima squadra e la concentrazione che occorre mettere in ogni esercizio. Sto un po’ in disparte, o insieme alle ragazze che giocano con me in Primavera, e di soggezione ne ho sempre parecchia, però meno delle prime volte (sorride, ndr)».

Matteo Sambugaro

Foto: Graziano Zanetti Photography

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