H&D Chievo Women

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“Vedi che cosa succede a uscire dalla cucina?”
“Ovviamente una donna”
“Non solo sono pericolose alla guida, non sanno neanche camminare”
“Ecco le donne nel calcio”

Due settimane fa, durante il match fra Betis e Athletic Bilbao, la guardialinee Guadalupe Porras ha avuto uno scontro accidentale con una telecamera a bordocampo che l’ha costretta a lasciare il campo per medicare la ferita. Un incidente non grave, per fortuna, ma che ha scatenato una serie di commenti sui social che mettono in dubbio, magari pensando di suonare spiritosi, la possibilità, anzi il diritto di una donna di praticare sport e di partecipare al mondo sportivo.

Questi commenti non fanno ridere.

Tentano, maldestramente, di riportare indietro un movimento che invece di passi avanti ne ha fatti tanti, e che non ci pensa proprio ad arretrare.
Oggi, le donne praticano sport ai massimi livelli. Le donne vincono, le donne frantumano record, le donne lottano per conquistare medaglie, scudetti, titoli. Le donne scendono in campo, si appassionano, vanno in trasferta negli stadi e nei palazzetti per seguire le loro squadre del cuore. Le donne arbitrano, dirigono, allenano.
Non saranno certo commenti come questi a fermare un universo sportivo femminile che, nel calcio come in altri sport, sta crescendo, si sta sviluppando, guadagnando consensi ed espandendosi anche su terreni impervi. Perché le donne, innanzitutto, a fare sport si divertono.

Buon 8 marzo a tutte!