Ha segnato in tutti i modi. Di destro, di sinistro, di testa. La palla l’ha spedita in fondo alla rete sfruttando versatilità ed istinto. «È bello saper colpire in diverse maniere: nel calcio ogni azione è una storia a sé, quindi essere imprevedibile sotto porta è molto importante». Dal mancino a giro contro l’Azalee all’incornata vincente contro il Clarentia Trento. Alice Martani sa come fare gol. L’ha sempre saputo, fin dai tempi della C a Manerbio e della Primavera del Brescia. E, dopo sedici giornate di campionato (e quindici presenze), la ventenne attaccante di Offlaga è l’unica calciatrice della Fortitudo Mozzecane ad aver realizzato almeno una rete con il piede forte, quello debole e di testa. «Cerco di leggere l’azione al meglio e risultare pericolosa nel modo più opportuno: così, acquisti fiducia e maggiore consapevolezza in te stessa, e capisci di riuscire in cose che, magari, fino a quel momento pensavi di non essere in grado di fare».

L’ATTACCANTE PIÙ PROLIFICO. Alice è la punta gialloblù ad aver segnato di più e la seconda marcatrice della rosa dopo i sette sigilli di Rachele Peretti, però centrocampista. Martani ha infatti siglato sei marcature e precede, nella speciale classifica, Chiara De Vincenzi a quota tre, Zoe Caneo (due), e Francesca Rasetti, Mia Zorzi e Alessandra Zangari ferme a una. «Sto fornendo il mio contributo alla Fortitudo ma la media-gol che ho è bassa per i miei gusti – confessa l’attaccante -. So di poter dare di più, in tutti i sensi, e mi piacerebbe terminare la prima stagione in serie B almeno in doppia cifra». Il bottino della numero 9 parla di quattro centri messi a referto di destro, contro Unterland Damen, Pro San Bonifacio, Riozzese e Südtirol Damen, uno di sinistro contro l’Azalee (questi nel girone di andata) e uno di testa con il Clarentia Trento nel girone di ritorno. All’appello, invece, mancano le reti di tacco e in rovesciata: «Segnare così è spettacolare ma non ci sono mai riuscita: ho provato l’acrobazia contro la Pro San Bonifacio però avevo colpito male la palla. Spero di togliermi presto qualche soddisfazione in tal senso».

LETALE NELLA RIPRESA. Più passa il tempo, più occorre stare attenti alle sue invenzioni. Non a caso, Alice ha siglato quattro marcature nei secondi tempi (Unterland Damen, Pro San Bonifacio, Südtirol Damen e Clarentia Trento), e due nelle prime frazioni (Azalee e Riozzese). «È una mia caratteristica: in carriera ho fatto più gol nella ripresa rispetto ad inizio gara. Perché? Subito sono guardinga e studio la situazione, poi riesco evidentemente a capire i movimenti della difesa avversaria. Insomma, mi capita spesso di crescere alla distanza, pure a livello fisico». Una curiosità: anche Peretti ha realizzato quattro centri nei secondi tempi, però tutti dal 45’ al 74’. Martani, al contrario, ha colpito al 52’, al 69’, all’83’ e al 93’. Ossia, distribuendo di più le reti nel corso della ripresa. «Per me una partita non è mai conclusa finché l’arbitro non fischia la fine – spiega Alice -. Voglio sempre vincere, o comunque non perdere, e segnare per aiutare la squadra».

MARTANI AI RAGGI X. L’attaccante gialloblù compila la propria pagella. Voto per voto, fondamentale per fondamentale. «Destro: 7,5. È il piede forte e tutto mi viene naturale; sinistro: 6 o poco più. Se devo usarlo non mi tiro indietro, anche se non calcio alla perfezione; testa: 6. Non è certo la mia specialità però, pure qui, mi impegno al massimo senza paura. Di solito realizzo un paio di reti così a stagione, quindi siamo in media (sorride, ndr); acrobazie: il voto è basso, mi metto 4. Anzi, 5 visto che ogni tanto ho il coraggio di provarle; fiuto del gol: tra il 5,5 e il 6. Riesco a presentarmi davanti al portiere però poi, sul più bello, spesso sbaglio per troppa insicurezza; calci piazzati: 6. A Mozzecane non me ne occupo io e in carriera non ho battuto molti rigori e punizioni, ma all’occorrenza me la so cavare; personalità: 6,5. Non mi arrendo, mi piace tentare anche giocate non facili e le cose difficili non mi spaventano; reti da fuori area: 6. Posso migliorare: in questo campionato ho avuto più chance dalla distanza però nella maggior parte dei casi non sono riuscita a sfruttarle a dovere; reti in area: 6,5. Non sono una classifica prima punta ma dentro l’area mi trovo più a mio agio (difatti, quattro centri su sei sono arrivati in area, ndr)».

«VIVO PER IL GOL». La sua ragione di vita (sportiva) è segnare. «Vivo per il gol, da sempre. Ne ho davvero bisogno». E quando resta a digiuno, il nervosismo sale. «Se commetto un errore ci ripenso anche durante la settimana e se sto diverse gare senza reti mi arrabbio con me stessa». Autocritica, Alice. In tutto ciò che fa e che pensa. «Mi sento un attaccante completo però so di essere ancora al 65% delle mie potenzialità e di dover crescere in ogni aspetto: in particolare, occorre che impari ad avere più grinta e maggiore cattiveria sotto porta. Come festeggio dopo un gol? Di solito scarico l’adrenalina e sfogo la tensione che ho dentro, urlo e abbraccio le compagne. In qualche circostanza, invece, mi piace sbizzarrirmi: contro il Clarentia Trento, per esempio, ho fatto un piccolo balletto insieme a Nana Welbeck. La rete in cui ho esultato di più? Proprio l’incornata contro il Clarentia Trento: ero partita dalla panchina due volte nel giro di tre settimane e volevo dimostrare il mio valore».

PUNTE, SERVE CONTINUITÀ. La parola d’ordine per un attaccante? «Continuità». Nei gol e nelle prestazioni, s’intende. E, sfogliando il libro delle statistiche 2016/17, si scopre che Martani è la sola gialloblù ad essere entrata nel tabellino dei marcatori per tre match di fila, precisamente contro Pro San Bonifacio, Riozzese e Südtirol Damen. «Per una punta segnare con costanza è fondamentale – osserva Alice -. Il mio è un ruolo in cui gli alti e bassi si notano di più rispetto agli altri: il gol è appunto il pane quotidiano per un attaccante quindi, quando rimaniamo a secco, la gente ci fa subito caso. Sono felice di aver stabilito questa piccola striscia positiva ma non mi accontento e desidero batterla».

DECISIVA ANCHE SENZA RETI. Le reti, però, non sono tutto. Lo sa bene Martani, capace, finora, di servire due assist vincenti e di procurare le punizioni contro Unterland Damen e Vicenza, poi realizzate da Francesca Salaorni e Rachele Peretti, e il rigore di domenica scorsa contro il Real Meda, trasformato sempre da Peretti e che è valso il successo gialloblù (0-1). «È vero, si può risultare decisive pure senza segnare – conferma lei -. L’importante è che chiunque di noi dia il 100%: quando la squadra vince tutte siamo determinanti, ognuna nella propria posizione e con il proprio compito». Seconda parola chiave: «Sacrificio». Esattamente il concetto che il tecnico Fabiana Comin richiede nei suoi 4-3-3 e 4-2-3-1. «L’allenatore pretende tanta corsa e applicazione da parte degli attaccanti, pertanto cerco di adeguarmi e mi impegno al massimo: è basilare sacrificarsi in fase di copertura per il bene del gruppo, anche se poi in fase offensiva rischi di essere meno lucida».

OROBICA, VOGLIA DI RIVINCITA. Stavolta, contro l’Orobica sarà a disposizione. Nella gara di andata Alice aveva dovuto guardare la sfida dalla panchina, perché ammalata, mentre domenica 19 febbraio la numero 9 gialloblù potrà rispondere presente all’appuntamento. «Vogliamo prenderci la rivincita dopo la sconfitta incassata a novembre (3-0, ndr) – puntualizza Martani -. L’Orobica è una buona formazione e il quarto posto in classifica lo dimostra, però sono convinta che abbiamo le qualità per dire la nostra. Tra l’altro, il match dell’andata è stato l’unico del campionato in cui non ho potuto giocare, perciò il desiderio di rivalsa è forte. Per avere la meglio bisognerà scendere in campo come domenica scorsa contro il Real Meda, unite ed esprimendo un bel calcio».

Matteo Sambugaro

Foto: Graziano Zanetti Photography

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