Una Fortitudo scintillante: dodici reti a Roma e quarto posto

Una Fortitudo scintillante: dodici reti a Roma e quarto posto

ROMA XIV – FORTITUDO MOZZECANE 1-12

Roma XIV: Quartullo (20’ st Trezza), Salvucci, Pellegrini, Monti, Bevilacqua (27’ st Papalia), Santacroce (1’ st Rodati), Nicosia, Carrarini, Forgnone (1’ st Pomponi), Refi, Calabria (20’ st Carnevali).

A disposizione: Trezza, Mosca, Papalia, Carnevali, Rodati, Pomponi, Rossi.

Allenatore: Gagliardi.

Fortitudo Mozzecane: Olivieri, Pecchini, Caliari (24’ st Mele), Bertolotti (18’ st Borg), Salaorni, Pavana, Carraro (1’ st Cinti), Dallagiacoma (1’ st Martani), Pinna (18’ st Signori), Peretti, Gelmetti.

A disposizione: Perina, Groff, Mele, Signori, Cinti, Borg, Martani.

Allenatore: Bragantini.

Arbitro: Leonard Mihalache (Terni).

Assistenti: Vagheggi (Arezzo), Pulcinelli (Siena).

Reti: 6’ pt Carrarini, 19’ pt Pinna, 22’ pt Dallagiacoma, 24’ pt Pinna, 27’ pt Pinna, 40’ pt Pinna, 44’ pt Gelmetti, 15’ st Martani, 17’ st Caliari, 27’ st Gelmetti, 28’ st Martani, 35’ st Peretti, 41’ st Gelmetti.

Note: espulsa Nicosia.

Chiusura di stagione, in attesa dell’ultima con l’Inter, col botto per le gialloblù di Bragantini, che battono la Roma XIV 1-12 e segnano il record di reti in trasferta del campionato di serie B 2018/2019.

Partenza difficile per le ospiti, che al 6’ vanno in svantaggio per il bel gol di Carrarini, il cui tiro finisce sotto la traversa. La difficoltà dura un momento, poi è un monologo Fortitudo. Al 19’ apre le danze Pinna e dopo soli tre minuti arriva il meritato vantaggio con Dallagiacoma, che sfrutta il lancio di Gelmetti, controlla e finalizza con un preciso diagonale. Nel giro di poco tempo è ancora l’attaccante sarda ad essere scatenata: le reti al 24’ e al 27’ le consentono di firmare la tripletta personale, per poi portare a quota quattro il suo bottino con il gol al 40’. Il primo tempo si chiude con la rete di Gelmetti, che al volo, al limite dell’area piccola, finalizza con freddezza.

Nella ripresa si vede una sola squadra in campo, una Fortitudo che ha voglia di divertirsi e di segnare. Al 2’ è la traversa che nega la gioia del gol a capitan Salaorni, ma dopo un quarto d’ora di gioco va a segno Martani, subentrata dalla panchina, che salta il portiere e insacca comodamente la palla dell’1-7. Passano solamente due minuti di gioco e a gioire è la veterana della difesa gialloblù Giulia Caliari, che sotto porta trova il suo primo gol stagionale, coronando così una stagione da incorniciare. Le ospiti non hanno affatto intenzione di fermarsi: dopo il terzino va ancora a segno Gelmetti, che porta a termine una bella azione combinata con Peretti; al 28’ arriva la decima rete gialloblù con Martani, seguita a ruota da Peretti, il cui tiro – cross termina all’incrocio dei pali. Chiude definitivamente i giochi Gelmetti, che su punizione fredda Trezza, firma il dodicesimo gol gialloblù e la personale tripletta, arrivando così a quota dodici gol in campionato, esattamente come la sua compagna di reparto Pinna. Quarto posto al sicuro e stagione da ricordare per la squadra di Mozzecane, che si classifica così tra le quattro forze del campionato.

Riccardo Cannavaro
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Una bella Fortitudo sconfitta per gli episodi

Una bella Fortitudo sconfitta per gli episodi

RAVENNA – FORTITUDO MOZZECANE 3-0

Ravenna: Copetti, Carrozzi (31’ st Giovagnoli), Barbaresi (20’ st Cinque), Montecucco (31’ st Haanpaa), Filippi, Bouby, Cimatti (42’ st Raggi), Cameron, Colini, Burbassi, Greppi.

A disposizione: Cicci, Cinque, Matteucci, Balladelli, Raggi, Haanpaa, Giovagnoli.

Allenatore: Piras.

Fortitudo Mozzecane: Olivieri, Pecchini (31’ st Caneo), Mele (31’ st Bonfante), Peretti (40’ st Signori), Groff, Caliari, Carraro, Dallagiacoma, Pinna, Benincaso (20’ st Martani), Gelmetti.

A disposizione: Perina, Salaorni, Pavana, Bonfante, Signori, Caneo, Martani.

Allenatore: Bragantini.

Arbitro: Bianchini (Perugia).

Assistenti: Santarossa (Pordenone), Tortolo (Basso Friuli).

Reti: 12’ st Cimatti, 17’ st Filippi, 28’ st autogol Pecchini.

Note: ammonite Filippi, Groff, Cinque.

Primo tempo ricco di emozioni tra la terza e la quarta forza di questo campionato. Le gialloblù di Bragantini subiscono l’aggressività delle padrone di casa nei primi minuti della partita e rischiano al 5’, quando Montecucco da posizione vantaggiosa spara a lato della porta difesa da Olivieri. La Fortitudo inizia a carburare e trova combinazioni interessanti con le sue giocatrici offensive. Già dopo i primi venti minuti le squadre sono lunghe e il match è molto intenso dal punto di vista atletico. Le ospiti provano a sbloccare il risultato dalla distanza: prima Pinna e poi Peretti, che tenta su punizione e poi con un bel tiro di prima intenzione da fuori area, ma nessuna delle conclusioni ha fortuna. L’occasione principale arriva al 45’, quando Benincaso calcia una punizione indirizzata a Carraro, che di testa davanti alla porta manca il colpo per centimetri. La prima frazione di gioco si chiude sullo 0-0, con due squadre che si affrontano a viso aperto e senza paura.

La ripresa si apre con due ghiotte occasioni per la Fortitudo, entrambe con l’asse Gelmetti – Pinna, con quest’ultima che filtra per l’attaccante gialloblù che però non riesce a infilare la porta difesa da Copetti. Il Ravenna passa in vantaggio al 12’ con un regalo della retroguardia della Fortitudo: Olivieri palleggia in area ma perde l’appoggio e Cimatti può comodamente firmare la rete a porta vuota. Colpo durissimo per le ospiti al 16’, quando l’arbitro fischia un rigore dubbio per un presunto fallo su Cimatti; Filippi calcia spiazzando Olivieri e firma il 2-0. Al 25’ Gelmetti colpisce il palo e dopo soli tre minuti gioco, partita e incontro per il Ravenna, che segna il 3-0 sfruttando un altro errore difensivo: Olivieri non trattiene un cross e Pecchini spinge la sfera nella propria porta. Le ospiti provano a salvare l’orgoglio ma la porta del Ravenna sembra stregata. Una partita ben giocata dalle gialloblù che concedono due regali e un rigore. Una Fortitudo che non ha demeritato e che deve solo essere più concreta e aggressiva quando la situazione lo richiede.

Riccardo Cannavaro
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Chiara Groff: «Dobbiamo solo essere più costanti in alcune occasioni»

Chiara Groff: «Dobbiamo solo essere più costanti in alcune occasioni»

Chiara Groff, nuova colonna difensiva della Fortitudo, alla sua prima stagione si è presa il posto da titolare ed è andata a rinforzare ulteriormente la retroguardia gialloblù.

Da quando sei arrivata alla Fortitudo hai giocato quasi tutte le partite. Ti saresti aspettata un impatto così?

«Sì, è vero, ho giocato quasi sempre. Il mio obbiettivo personale era quello di fare più presenze possibili e trovare continuità, sapendo chiaramente che c’era da giocarsi il posto dopo ogni partita e dopo ogni allenamento. Sono contenta di essere riuscita ad ottenere ciò che volevo e spero di continuare così. C’è ancora tanto lavoro da fare».

Tu hai avuto esperienza in serie A. Cosa pensi del livello di questo nuovo campionato in relazione alla massima serie e cosa manca per poterci arrivare?

«Siamo una squadra molto giovane e quindi ci manca l’esperienza che hanno le nostre dirette concorrenti che mirano alla A. A volte penso sia stato l’aspetto mentale ciò che ci ha limitato in alcune occasioni. È l’esperienza che permette di supportare questo aspetto mentale e che quindi permette di saper gestire al meglio anche le partite più difficili. Il campionato è bello, entusiasmante e competitivo. Come mostra la classifica c’è una spaccatura tra le prime e le altre squadre, per non parlare poi dell’Inter che ha fatto un campionato a parte. Credo che il livello tecnico delle prime, con una preparazione fisica adeguata, possa far sì che le migliori squadre della serie B possano dare filo da torcere anche alla squadre della massima serie. Forse la differenza principale tra questo campionato e la serie A è il margine d’errore: l’anno scorso, parlando della mia esperienza, non potevi concedere nulla; un errore era un gol quasi certo. Quest’anno c’è un margine d’errore un po’ più ampio».

Come valuti la tua prima stagione in maglia gialloblù?

«Sono felice della mia prima stagione qui. Sono contenta soprattutto per quanto riguarda il gruppo, una cosa fondamentale per fare cose importanti. Come obbiettivo avevamo la salvezza, poi man mano ci siamo rese conto che avremmo potuto ambire a qualcosa di più e questo è merito di tutte e tutti. In ogni caso valuteremo la stagione quando sarà terminata. Sono abbastanza soddisfatta però vorrei essere più costante. Sono una persona critica con me stessa, in modo costruttivo naturalmente. Cerco più costanza nelle mie prestazioni e forse anche a livello di squadra questo è un po’ mancato: abbiamo alternato prestazioni di altissimo livello con altre in cui abbiamo giocato non come sappiamo fare. Bisogna solo rivedere gli errori e imparare da quelli. A livello di gruppo un po’ di rammarico per alcuni punti persi c’è, ma ripeto, è tutta esperienza per le stagioni future».

La prossima sfida sarà col Ravenna, una bella partita d’alta classifica.

«La prossima partita sarà tosta. Il Ravenna è una squadra obbligata a vincere e con loro abbiamo conti in sospeso. Già la partita di coppa credo che non abbia rispecchiato il nostro reale valore, ma soprattutto voglio la rivincita per il campionato. È stata una partita condizionata anche a livello arbitrale e quindi voglio a tutti i costi tornare a casa con i tre punti».

Come ha detto anche il mister questa è una squadra praticamente nuova. A giudicare dalla posizione in cui siete l’intesa del gruppo è stata buona fin da subito. Motivo in più per essere ancora più forti l’anno prossimo?

«Vi è stata una buona intesa fin da subito. Come ho detto il fatto che ci sia un buon gruppo dentro e fuori dal campo agevola tutto e vincere agevola il mantenimento di un gruppo affiatato. Sono due cose che si influenzano a vicenda. Siamo cresciute e cresceremo ancora, dimostrando il nostro valore in campo».

Riccardo Cannavaro
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Partita senza reti con la Lazio per le gialloblù

Partita senza reti con la Lazio per le gialloblù

FORTITUDO MOZZECANE – LAZIO 0-0

Fortitudo Mozzecane:Olivieri, Bonfante (31’ st Borg), Mele, Peretti, Groff, Caliari, Dallagiacoma (14’ st Martani), Carraro (14’ st Caneo), Pinna, Benincaso (31’ st Pecchini), Gelmetti.

A disposizione:Perina, Salaorni, Pavana, Pecchini, Caneo, Borg, Martani.

Allenatore: Bragantini.

Lazio:Natalucci, Gambarotta, Di Fazio, Vaccari, Savini, Picchi, Palombi (41’ st Weithofer), Lorè (36’ st Di Giammarino), Coletta (41’ st Proietti), Castiello, Cianci.

A disposizione: Felicella, Santoro, Dachille, Weithofer, Proietti, Di Giammarino, Pezzotti.

Allenatore: Tesse.

Arbitro: Rispoli (Locri).

Assistenti: Bianchi (Pistoia), Cinotti (Livorno).

Note: ammonite Carraro, Caneo, Caliari.

Le gialloblù vengono fermate in casa sullo 0-0 dalla Lazio e ora si trovano al quarto posto incalzate dalla Roma a solo un punto di distacco.

Una partita il cui risultato è abbastanza giusto; poche occasioni nette da una parte e dall’altra e due squadre che non riescono a superarsi. I primi quindici minuti parlano solo Fortitudo con le azioni in velocità che si sviluppano sulla sinistra con Carraro e Gelmetti e col tiro da fuori di Dallagiacoma che però finisce alto. La Lazio inizia a prendere man mano il controllo ma si dimostra imprecisa sotto porta e incapace di fare male alla retroguardia gialloblù. Al 24’ la Fortitudo si lamenta per un intervento in area su Carraro, ma la centrocampista viene ammonita per simulazione. I primi 45 minuti si chiudono con una palla perfetta di Peretti per Dallagiacoma, che però di testa la gira fuori.

La ripresa inizia subito con un brivido, quando Caliari si dimostra determinante e allontana la sfera rimasta sulla linea di porta dopo un tiro laziale. Gli allenatori provano a sbloccare il match con i cambi, ma la situazione resta invariata. A fine gara Gelmetti serve Pinna che prova la botta sul secondo palo ma Natalucci riesce a bloccare. Le ragazze di Bragantini escono a testa alta dal pareggio casalingo e si preparano ora al match d’alta classifica con il Ravenna domenica 21 aprile.

Riccardo Cannavaro
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Simone: «Stare lontano dalla mia squadra mi toglieva l’aria»

Simone: «Stare lontano dalla mia squadra mi toglieva l’aria»

A stagione quasi conclusa la Fortitudo è quarta in classifica e ha ottenuto con largo anticipo la salvezza, iniziale obbiettivo della società gialloblú. Tanto lavoro ancora da fare ma anche i meritati complimenti per una squadra piccola sulla carta ma grande in campo, capace di stupire con i suoi risultati. Ecco le parole di mister Bragantini.

Sconfitta con la Roma: cosa è stato sbagliato a livello di gioco? Ha influito la stanchezza mentale?

«Bisogna innanzitutto complimentarsi con la Roma. Ho visto un’avversaria bella carica che ha meritato di vincere. Sono state superiori ovunque nel campo. Noi ci siamo scordate della nostra filosofia purtroppo, cioè giocare palla a terra. Le opportunità sono arrivate, abbiamo avuto almeno dieci occasioni da gol, che non sono poche. Noi siamo brave a giocare palla a terra e ci siamo scordate di farlo. Forse il punto di vista mentale a volte è il nostro tallone d’Achille in alcune situazioni, ma noi siamo queste e dobbiamo lavorare per migliorare questo aspetto».

Obbiettivo stagionale, ovvero salvezza, ottenuto con anticipo e Fortitudo provvisoriamente al quarto posto. Un ottimo risultato.

«È come se avessimo vinto lo scudetto. Sicuramente avremmo potuto fare di più, ma la realtà è che dovevamo salvarci e l’abbiamo fatto. Non dimentichiamo che stiamo lottando con grandi società e abbiamo raggiunto la salvezza in maniera fantastica. Siamo migliorate, cresciute costantemente e abbiamo fatto tanto. Matematicamente siamo ancora in corsa per la posta massima e io, per come sono fatto di natura, non mollo finché la serie A non è fuori portata per la matematica. Per certi versi abbiamo fatto un’annata migliore di quella scorsa, perché l’anno scorso sapevamo che avremmo potuto lottare per la serie B, quest’anno invece non lo sapevamo, era un’incognita. Quando rinnovi la squadra per il 50% e sei così competitivo significa che hai fatto grandi cose. La salvezza dopo la vittoria con il Cesena era evidente per me che sarebbe arrivata, peccato che dopo siano arrivate alcune battute d’arresto».

Tirando le somme a stagione quasi finita, possiamo dire tante partite di ottimo livello con qualche caduta?

«Ogni partita deve lasciare qualcosa. Ogni partita è un esame. Ci sono state tante partite che mi hanno fatto capire ancora di più il valore delle ragazze, come la vittoria a Empoli, soprattutto il primo tempo, la vittoria con il Cittadella, la vittoria a Milano con il Milan giusto per citarne alcune. Ci sono state anche partite in cui siamo caduti e non siamo riusciti a fare il salto di qualità definitivo. Abbiamo avuto delle belle strisce vincenti, ma momenti come la gara con l’Inter e il secondo tempo a Empoli hanno fatto vedere che dobbiamo ancora lavorare tanto. Credo poi che il calendario non abbia aiutato perché sarebbe stato meglio giocare più spesso e avere una partita ogni domenica, in modo da trovare la condizione e il ritmo. In ogni caso Empoli e Ravenna provengono dalla serie A, hanno tanta esperienza e se hanno qualche punto in più vuol dire che se lo meritano».

Se il campionato finisse ora cosa diresti alla tua squadra?

«Farei i complimenti alle ragazze. Mi hanno regalato due stagioni importanti e indimenticabili. Due stagioni che per me significano tanto e mi spronano a fare sempre di più. Sono ragazze che ti invogliano a fare e dare il massimo. Gli ho fatto i complimenti prima della partita con la Roma. I complimenti si fanno per un campionato di alto livello e noi fin qui lo abbiamo fatto. Possiamo confermarci tra le prime della classe. Credo che questa sarà una stagione che rimarrà nella storia della Fortitudo, quindi dico brave alle mie giocatrici».

Ti sei da poco ripreso da un problema di salute. È stato difficile star lontano dal campo?

«Di sicuro il momento più difficile della stagione per me, a livello personale, è stato quando non potevo stare con la squadra. Ero tranquillo perché ho Alessandro e, ora, anche Melania, che hanno dato tanto al team. Con Alessandro lavoro da due anni e sono felice di averlo con me. Semplicemente mi sentivo male perché non potevo lavorare con le mie ragazze. Non poter scendere in campo con la tua squadra e non poter fare il tuo lavoro ti toglie l’aria».

Riccardo Cannavaro
Foto: Graziano Zanetti Photographer
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