Cuore, carattere e personalità: un Chievo stoico resta in 9 ma espugna Tavagnacco

Cuore, carattere e personalità: un Chievo stoico resta in 9 ma espugna Tavagnacco

Ritorna il campionato, dopo uno stop forzato di più di un mese, con il Chievo Women impegnato in trasferta sul campo del Tavagnacco. Le gialloblù tentano di dare seguito ai risultati utili ottenuti contro Brescia e Pomigliano e vanno a caccia della vittoria per allontanare più decisamente le zone più basse della classifica.

PRIMO TEMPO: Parte in maniera lenta la gara, con le due squadre che nei primi minuti lottano molto a centrocampo, faticando a creare occasioni. Al 10′ ci prova il Chievo con Peretti, ma la difesa del Tavagnacco è attenta e riesce a respingere. Al 13′ ancora le gialloblù in avanti con Dallagiacoma che, su sponda di Valentina Boni, calcia alto.

Vantaggio Tavagnacco: Al 15′ passa in vantaggio il Tavagnacco. Cross in mezzo da calcio d’angolo, che finisce suoi piedi di Caneo, che con molta fortuna riesce a metterla all’angolino, decisiva una deviazione sfortunata della difesa clivense. 1 – 0 per i padroni di casa.

Al 22′ si rifà vedere il Chievo in avanti con Dallagiacoma, ma la sua conclusione si perde di poco fuori.

PARI DI TARDINI! – Alla mezz’ora percussione di Sara Tardini che combina con gli attaccanti e davanti a Beretta è fredda nel piazzare la palla all’angolino. Pareggio gialloblù!

Il Tavagnacco prova a reagire in contropiede e si presenta di fronte alla porta di Magalini, la 16enne gialloblù è però straordinaria a negare il controsorpasso con un doppio intervento provvidenziale.

IL PALLONETTO DI CAPITAN BONI –  Sul finire della prima frazione il Chievo la ribalta: Beretta sbaglia il rilancio con i piedi, da circa 35 metri intercetta Valentina Boni. La fantasista clivense non ci pensa due volte ed effettua uno splendido pallonetto! Primo centro stagionale per la fuoriclasse!
Primo tempo che si chiude con il risultato di 2-1 per il ChievoVerona Women.

L’esultanza per il gol del momentaneo 1-1 di Tardini.

SECONDO TEMPO – Inizio shock per la nostra formazione: pronti-via e Caneo viene atterrata in area. Dal dischetto Tuttino riporta il risultato in parità.
Dopo il 2-2 entrambe le squadre tentano di riportarsi in vantaggio, ma senza grosse occasioni da una parte e dall’altra nella prima parte della ripresa.

3-2 CHIEVO! – Al 74′ arriva il nuovo vantaggio gialloblù: punizione laterale dalla destra affidata, come sempre a capitan Boni. Palla che attraversa tutta l’area e Carleschi è prontissima a girare a rete. I gialloblù la ribaltano ancora!
Anche per il difensore si tratta della prima marcatura stagionale, prima assoluta con la maglia del Chievo Women.

Subito dopo il vantaggio, però, i gialloblù restano in 10. Doppia ammonizione per Tardini.
La generosità del Chievo porta ancora una volta a un intervento al limite, questa volta è Prost a ricevere il doppio giallo.
In questa situazione difficile, con due elementi in meno per difendere il vantaggio, ci mette del suo ancora una volta Magalini con alcuni interventi super.
Negli ultimi minuti, come prevedibile, forcing finale della formazione friulana, ma il Chievo difende stoicamente in 9 contro 11 riuscendo ad arginare tutte le iniziative offensive delle padrone di casa.

A Tavagnacco finisce 3-2 per il Chievo. Seconda vittoria in trasferta per le ragazze di Dalla Pozza, che centrano anche il terzo risultato utile consecutivo in Serie B.
Prova di grande carattere della squadra gialloblù, che neanche dopo lo svantaggio iniziale e l’episodio sfavorevole del rigore ha perso la forza e la voglia per ribaltare il risultato. Non ha perso neanche lucidità, visto che il Chievo non ha mai smesso di proporre gioco, se non nell’ultimissima parte del match con la doppia inferiorità numerica.
Le gialloblù salgono a 8 punti e allontanano virtualmente le zone più calde della classifica. Nel prossimo weekend la formazione clivense ospiterà il Perugia per provare a centrare anche la prima vittoria casalinga della stagione.

 

IL TABELLINO DELLA GARA

Tavagnacco F. – ChievoVerona W. 2-3

Tavagnacco: Beretta, Donda, Dieude, Veritti, Milan,Tuttino, Caneo 77′ (Martinelli), Grosso (86′ Kato), Blasoni (46′ Toomey), Devoto (67′ Abouziane), Ferin.

CHIEVOVERONA WOMEN: Magalini; Pecchini, Tunoaia, Zanoletti, Carleschi; Tardini, Prost, Bertolotti (67′ Salimbeni) ; Boni (92′ Botti), Peretti, Dallagiacoma.

Ammoniti: Milan (T); Prost (C), Tardini (C)

Espulse: 76′ Tardini (C), 83′ Prost (C)

Marcature: 15′ Caneo (T), 30′ Peretti (C), 42′ Boni, 49′ rig. Tuttino (T), 74′ Carleschi

 

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Salgarollo: “Fiducia nelle ragazze, non siamo inferiori a nessuno. Vi racconto il mio primo incontro con Nicolato…”

Salgarollo: “Fiducia nelle ragazze, non siamo inferiori a nessuno. Vi racconto il mio primo incontro con Nicolato…”

È il motore del ChievoVerona Women, la persona che mette benzina sulle gambe delle ragazze gialloblù utile per sfrecciare sulle corsie o per non rinunciare neanche a uno scatto, per non mollare neanche un centimetro fino al 90′.
Guida le ragazze verso la fatica in ogni allenamento, quel sudore che però è essenziale per raggiungere qualsiasi successo, che può fare la differenza fra una vittoria e una sconfitta.
La sua voce dà ritmo e scandisce ogni corsa, ogni test fisico, ogni esercizio che inaugura tutte le sedute al Bottagisio, ma si sente (e forte) anche nel corso di tutte le gare di questo campionato, purtroppo senza pubblico.
Stiamo parlando di Enrico Salgarollo, preparatore atletico, da tanti anni al servizio del mondo gialloblù e membro essenziale dello staff tecnico agli ordini di mister Dalla Pozza. Ma per tutti, da queste parti, è più semplicemente “Il Prof”.

Di seguito la seconda parte dell’intervista rilasciata ai nostri canali ufficiali.

(Clicca qui per leggere la prima parte dell’intervista al nostro Preparatore Atletico!)

Questo è il tuo 13° anno al Chievo, dove ormai sei di casa. Come sei entrato a far parte di questo mondo e quali ruoli hai ricoperto in questo lungo percorso? Cosa vuol dire per te questa società e quali esperienze sono state fondamentali per la tua crescita professionale?

Questa è una domandona, è una lunga storia, mi viene da sorridere…Ho iniziato per caso in un estate, credo fosse appena finita la terza Liceo, al campo estivo di Villa Guerina a Montorio, storica location dei camp cittadini. Avevano bisogno di una mano nello staff a causa di un elevato numero di iscritti, così mio padre, ai tempi tra gli organizzatori dei Camp e della Scuola Calcio, mi fece alzare dalla sdraio e mi arruolò in batteria. Sostanzialmente facevo il “porta-cinesini” e davo una mano con l’animazione. Il primo giorno conobbi Mister Paolo Nicolato, allora Mister della Primavera e attuale Ct dell’Under 21 maschile Azzurra, il quale non esitò a mettermi al lavoro. Ricordo come fosse ieri che a fine giornata mi disse in dialetto: “Te torni anca doman era?! Iniziò tutto da li.

Dopo la maturità entrai a Scienze Motorie a Verona e nell’agosto del 2008 iniziai il mio primo anno “ufficiale” con Mister Luca Zaffanella e l’annata 1996. Nel corso degli anni successivi ho preso parte alle attività di Settore Giovanile, Scuola Calcio, Campi Estivi, Chievo Verona International e non ultimo ho visto nascere ChievoVerona for Specials, progetto interamente dedicato ai ragazzi con disabilità cognitive. Mi ritengo fortunato ad aver vissuto degli anni meravigliosi facendo parte di un Settore Giovanile ammirato in tutta Italia, formato da grandi lavoratori, competenti e dall’etica encomiabile; ringrazio tutti coloro che mi hanno insegnato qualcosa, allenatori,  preparatori, responsabili di progetto, giovani calciatori e chiunque abbia voluto il meglio per ChievoVerona. Molti di loro stanno proseguendo le loro strade in altre importanti realtà, raggiungendo eccellenti risultati, li ricordo tutti con piacere.
Negli ultimi tre-quattro anni mi sono dedicato quasi esclusivamente alla Scuola Calcio, spostando il focus sull’importanza educativa dello sport nel rispetto delle esigenze dei più piccoli, mantenendo comunque un’impostazione orientata alla programmazione ed alla ricerca della qualità dell’insegnamento, cosa che a mio avviso, dovrebbe sempre corrispondere al nome ChievoVerona.
Il Chievo per me è casa, e sono grato delle opportunità che mi sono state date permettendomi di lavorare ed imparare, completando ed arricchendo il mio percorso di studi universitari.

Come hai ricordato anche tu, nei tuoi trascorsi sportivi hai avuto modo di seguire da vicino anche il lavoro dell’attuale ct dell’U21 Nicolato, a cui sei legato anche da un rapporto di stima e amicizia. Cosa ha rappresentato per te e cosa ti ha lasciato quella esperienza?

Beh, avere la stima e l’amicizia di una persona come Mister Nicolato è un onore. Mi ha sempre colpito la sua semplicità e positività, ma al tempo stesso la capacità di guidare il gruppo da vero leader…Magnetico quando c’era da mettersi al lavoro. Cercavo spesso di vedere qualche suo allenamento, ancora quando il Bottagisio non era la magnifica struttura che conosciamo oggi, così come le partite a Caselle di Sommacampagna. Ricordo qualche episodio degli allenamenti, come ad esempio quando si provavano i calci piazzati, magari per allenare la linea difensiva. Mi è capitato di sentirlo dire: “Dai adesso le calcio io, che calcio meglio di tutti!”, scherzando (ride, ndr).

Mister Nicolato è sicuramente un modello da seguire. Rappresentare il punto di arrivo della filiera delle nazionali giovanili credo sia un risultato straordinario per una persona partita non certo dai riflettori della serie A. Il suo percorso parla da solo (vivide ancora le immagini dello storico scudetto Primavera del 2014) e credo che servano più persone come lui per il nostro movimento. L’Italia è un paese di grande tradizione calcistica ma il passato da ricordare non basta; abbiamo bisogno di colmare il gap con le nazioni più avanzate, evitando di forzare i tempi senza però perdere un giorno per programmare e lavorare. I primi risultati tangibili cominciano ad arrivare con le Under Azzurre e questo dev’essere motivo per continuare a credere nel lavoro con positività e lungimiranza. Spero un giorno di poter anche solo percepire la realtà che il Mister sta vivendo in questi anni. Sarebbe un sogno ed una sfida veramente emozionante.

Tornando al Chievo Women, la ripresa delle competizioni inaugurerà un probabile “tour de force” per recuperare le tante gare rinviate. Secondo te la rosa è pronta ad affrontare talvolta anche più di un impegno a settimana? Come cambierà il piano di allenamento? Il recupero fisico passa anche da quello delle energie mentali?

Sicuramente la probabilità di un “Tour de Force” sarà plausibile, ma ci sarà anche per la maggioranza delle altre squadre. Credo che una situazione difficile da inquadrare e imprevedibile come quella imposta dal COVID-19, abbia messo a dura prova non solo l’attendibilità dei programmi di lavoro ma anche la tenuta mentale delle numerose ragazze che conciliano una professione lavorativa al calcio giocato. Le sedute di allenamento si adatteranno gioco forza agli impegni di gara cercando di fornire stimoli sempre allenanti e quantificabili per facilitarne il monitoraggio.
Ho assoluta fiducia nelle ragazze, la squadra è forte in ogni reparto ed è completa in tutti e 22 gli elementi. La Società ha fatto un ottimo lavoro.
Abbiamo incontrato alcune delle squadre date per favorite alla vigilia e possiamo tranquillamente dire di non essere inferiori a nessuno da nessun punto di vista, anzi, analizzando i numeri e per quanto visto in campo, abbiamo raccolto poco per quanto prodotto.
Il campionato è molto equilibrato e, come sottolinei giustamente, le energie mentali sono importanti. Si lavora per far sì che le ragazze aumentino costantemente la percezione delle proprie competenze e, con essa, la voglia di incidere e di essere protagoniste in ogni appuntamento della stagione. Creare una mentalità forte e condivisa allontana la facile consolazione nell’alibi, rimedio ahimè tanto dannoso quanto diffuso.

Quali sono i tuoi prossimi progetti professionali? Ci sarà ancora il calcio femminile nel tuo futuro?

Al momento, oltre al lavoro con ChievoVerona Women, sto insegnando Scienze Motorie in una scuola di Verona (medie e superiori). È un lavoro che da sempre ho cercato, che amo e che mi dà ogni giorno grandissime soddisfazioni; vedere gli alunni crescere e cercare di studiare le strategie per essere significativi per il loro processo di crescita, mi riempie di responsabilità ed orgoglio.
Nel calcio dal punto di vista formativo e didattico ho investito tanto; sono consapevole che non si smette mai di imparare e, proprio per questo, voglio continuare a formarmi per conoscere e vivere sempre di più questo mondo. Non mi pongo nessun limite, lavorando sodo e continuando a sognare credo si possano raggiungere traguardi inizialmente impensabili.
Per ora la dimensione del calcio femminile mi piace; penso a mettermi a disposizione della Società che mi ha dato fiducia, dando il massimo della professionalità. Le sfide mi piacciono e credo che in un mondo in espansione come questo ce ne siano parecchie a cominciare dai settori giovanili, dalla cultura sportiva, dalla formazione di nuovi tecnici e dai centri per lo sviluppo territoriale. Credo che nel mio futuro ci sarà ancora tanto calcio. Femminile? Certo, perché no!?

Clicca qui per leggere la prima parte dell’intervista al nostro Preparatore Atletico!

 

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Parola al Prof! Due chiacchiere con Enrico Salgarollo, preparatore atletico gialloblù

Parola al Prof! Due chiacchiere con Enrico Salgarollo, preparatore atletico gialloblù

È il motore del ChievoVerona Women, la persona che mette benzina sulle gambe delle ragazze gialloblù utile per sfrecciare sulle corsie o per non rinunciare neanche a uno scatto, per non mollare neanche un centimetro fino al 90′.
Guida le ragazze verso la fatica in ogni allenamento, quel sudore che però è essenziale per raggiungere qualsiasi successo, che può fare la differenza fra una vittoria e una sconfitta.
La sua voce dà ritmo e scandisce ogni corsa, ogni test fisico, ogni esercizio che inaugura tutte le sedute al Bottagisio, ma si sente (e forte) anche nel corso di tutte le gare di questo campionato, purtroppo senza pubblico.
Stiamo parlando di Enrico Salgarollo, preparatore atletico, da tanti anni al servizio del mondo gialloblù e membro essenziale dello staff tecnico agli ordini di mister Dalla Pozza. Ma per tutti, da queste parti, è più semplicemente “Il Prof”.

 

Ciao Enrico. Tutti in squadra ti chiamano “Il Prof”. Ci spieghi perché?

È un modo per chiamare generalmente il preparatore fisico che si usa da sempre nel mondo dello sport e quindi anche nel mondo del calcio. Teoricamente dovrebbe differenziare dal Mister e dal vice Mister, sennò ci giriamo in 3-4 ogni volta che ci chiamano (ride, ndr). Dai, diciamo che “il Prof” nell’immaginario collettivo è quello che dovrebbe aver intrapreso un percorso di studi scientifici ed esperienze accademiche necessarie per svolgere al meglio il proprio compito.

La gara di qualche giorno fa con l’Empoli, a un mese di distanza dall’ultima partita disputata e con diverse giocatrici assenti, probabilmente non è stata l’occasione ideale per giudicare la condizione. Come sta la squadra fisicamente? Durante l’isolamento domiciliare le ragazze hanno continuato ad allenarsi in qualche modo?

Tutto sommato possiamo dire di sì! Chiaramente bisogna tenere in considerazione che il momento in cui ci siamo fermate è stato forse il peggiore possibile. Sono state organizzate schede di lavoro differenziate per le atlete costrette all’isolamento fiduciario e per quelle che invece sono risultate positive. Chiaramente l’esposizione prolungata a un contesto diverso da quello del campo non stimola a dovere, soprattutto dal punto di vista condizionale. Devo fare i complimenti alle ragazze per l’impegno e l’etica di lavoro che hanno dimostrato in queste settimane. 

Come è cambiata la metodologia di lavoro alla ripresa degli allenamenti di gruppo dopo tre settimane di stop forzato?

La metodologia non è cambiata, semplicemente abbiamo adattato le sedute cercando di riabituare la squadra allo sforzo per tutta la durata dell’allenamento. Settando il carico di lavoro e prestando particolare attenzione al monitoraggio e alle risposte delle giocatrici, sono convinto che torneremo in condizione quanto prima. Le ragazze che hanno dovuto sospendere di netto l’attività stanno lavorando duramente in questi giorni per colmare il gap con le compagne che hanno invece proseguito anche in isolamento.


Ci sono ovviamente diversità fisiologiche fra calciatrici e calciatori, ma a livello di approccio all’attività non noto nessuna differenza, anzi. Ho trovato ragazze molto motivate, molte fanno sacrifici e chilometri per venire agli allenamenti, hanno un forte desiderio di affermarsi come movimento e professione. E questa è la strada giusta per farlo.

Hai notato delle differenze di condizione atletica fra le ragazze che non hanno mai contratto il Covid e quelle che fino a qualche tempo fa erano positive?

Sì, come dicevo, le giocatrici che sono risultate positive, presentando sintomi per più giorni consecutivi, hanno ripreso con qualche difficoltà in più come era logico aspettarsi. In generale credo che nei prossimi dieci giorni avremo per lo più reintegrato tutto il gruppo.

Questa è la tua prima esperienza nel calcio femminile, dopo tanti anni con le squadre maschili. Come la valuti fin qui? Ci sono delle differenze nell’approccio, nella tipologia di lavoro o nella modalità di relazione con l’atleta? Cosa cambia nella tua attività di preparazione atletica?

Sì, è la prima esperienza nel calcio femminile per un’intera stagione. Ho già allenato gruppi di calciatrici all’estero grazie al progetto ChievoVerona International in USA, Canada e Australia. La considero in ogni caso un’esperienza nuova per me, che non mi vede comunque cambiare approccio al lavoro, anzi mi motiva a studiare di più per conoscere quanto prima questa nuova dimensione. Sinceramente non noto molte differenze a livello di approccio all’attività, anzi come mi aspettavo, ho trovato le ragazze molto motivate e riconosco in loro un forte desiderio di volersi affermare come movimento e intrinsecamente come professione. Molte fanno grandi sacrifici e chilometri per venire ad allenarsi; credo abbiano le idee chiare, sono molto professionali e questo è il primo passo per non precludersi nessuna possibilità futura.


Sono convinto che torneremo presto in condizione, la squadra nonostante tutto sta bene. Le ragazze hanno lavorato duramente sia durante l’isolamento forzato che alla ripresa degli allenamenti. Posso fare loro solo i complimenti per l’impegno e l’etica del lavoro che hanno dimostrato in questa situazione difficile.

La relazione con le atlete, ma la stessa cosa vale per i colleghi uomini, credo debba essere basata sul rispetto reciproco; ogni membro dello staff dovrebbe venire al campo consapevole che ha la responsabilità per qualche ora al giorno della salute e della performance delle proprie giocatrici. Se lo staff, il preparatore, gli allenatori, scelgono di prendersi questa responsabilità con coscienza e conoscenza, credo che il gruppo squadra non possa che essere collaborativo nel creare un clima ideale al lavoro. A livello di programmazione e metodologia il calcio femminile invita a tenere conto delle diversità fisiologiche tra calciatori e calciatrici, parametri e morfologia che chiaramente differiscono. Questi sono accorgimenti che però non presentano assolutamente un limite sul lato pratico.
Da amante degli sport in generale, mi sono sempre chiesto perché il calcio sia uno dei pochissimi sport di squadra ad abilità aperte a non presentare adattamenti come ad esempio le dimensioni del campo, delle porte, e magari la durata del tempo totale. Potrebbe essere interessante vedere quanto si alzerebbe l’intensità, spingendo quindi ad aumentare la qualità delle giocate e di conseguenza la spettacolarità. È solo un’idea…Per ora ci accontentiamo anche di tornare in campo senza “limitazioni”.

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Chievo Women – Empoli 0 – 4. Finisce il nostro percorso in Coppa Italia

Chievo Women – Empoli 0 – 4. Finisce il nostro percorso in Coppa Italia

Torna in campo il Chievo Women, dopo uno stop forzato di circa tre settimane. Si gioca infatti la seconda giornata del girone di Coppa Italia TimVision. Nella prima sfida le ragazze sono state sconfitte per 1 – 2 dal Ravenna Women.

PRIMO TEMPO: Classica fase di studio nella prima fase di gara, con le due squadre che cercano il modo di farsi male. Al 5′ si fa vedere l’Empoli con Morreale, ma il suo tiro si perde sul fondo.

VANTAGGIO EMPOLI: Al 9′ si sblocca la gara, con l‘Empoli che passa in vantaggio. Segna Prugna, che con un gran sinistro riesce a cogliere l’incrocio dei pali, spiazzando Magalini e portando così le empolesi in vantaggio.
Al 19′, dopo una fase di lotta a centrocampo, si rifà vedere in avanti l’Empoli, ma il tiro di Knol è centrale e viene parato facilmente da Magalini. Al 27′ è ancora l’Empoli ad attaccare, stavolta con Miotto, che però, dopo un’azione di contropiede, conclude in maniera debole e centrale.

RADDOPPIO EMPOLI: Al 38′ raddoppia l’Empoli. Gran progressione palla al piede di Toniolo che prova il tiro, respinto da Tunoaia. Sulla respinta è lesta Dompig, in sospetta posizione di fuorigioco, a insaccare, portando il risultato sullo 0 – 2. Decisione che lascia tanti dubbi, visto che il guardalinee aveva segnalato il fuorigioco. Non è dello stesso avviso però il direttore di gara, che convalida la marcatura.

TERZO E QUARTO GOL EMPOLI: Al 44′ l’Empoli chiude virtualmente la gara grazie a Caloia, che riesce a prendere un pallone vagante in area, spedendolo in fondo al sacco. Al 45′ Caloia si ripete. Palla in profondità di Dompig che arriva all’esterno empolese, che da dentro l’area riesce a trovare l’angolino, battendo una incolpevole Magalini. Si chiude così il primo tempo. Buona la qualità di gioco del Chievo, che però paga la differenza di esperienza con le avversarie.

SECONDO TEMPO: Si lotta molto a centrocampo nella prima fase della seconda frazione, con le due squadre che faticano a creare occasioni. Al 58′ si fa vedere in avanti l’Empoli con Miotto, che da dentro l’area di rigore però spedisce alto sul fondo. Al 65′ sono ancora le empolesi a farsi vedere in avanti con Acuti, che però spedisce il suo destro largo di un paio di metri alla sinistra di Magalini. Al 75′ e all’80 ci prova ancora l’Empoli con Bellucci, che colpisce male, spedendo il suo tiro alto sopra la traversa e con Cinotti, che conclude in maniera debole e centrale.

Finisce così la gara, con l’Empoli che riesce a vincere per 0 – 4. Troppa la distanza tra le due squadre, con le ospiti che lottano per l’alta classifica in Serie A. Non hanno però assolutamente demeritato le ragazze del Chievo Women, che hanno giocato con personalità, dimostrando a tratti anche una buona qualità nel gioco palla a terra. Testa ora nuovamente al campionato di Serie B, con la sfida da giocare domenica in trasferta contro il Tavagnacco.

IL TABELLINO DELLA GARA

ChievoVerona Women (0): Magalini; Pecchini, Tunoaia, Zanoletti, Carleschi (46′ Salimbeni); Bertolotti (72′ Zanoni), Prost (59′ Martani), Tardini; Dallagiacoma, Peretti, Boni (46′ Botti).

Empoli Ladies (4): Fedele; Di Guglielmo (60′ Acuti), Brscic, Giatras (46′ Cinotti), Toniolo (81′ De Rita); Morreale, Knol, Prugna (60′ Bellucci); Miotto, Dompig, Caloia (81′ Polli).

Marcatori: 9′ Prugna (E); 38′ Dompig (E); 44′ e 45′ Caloia (E).

Ammoniti: 87′ Polli (E)