Diamo un calcio al Coronavirus. Facciamolo con i tacchetti. Simbolo “di seconda fila” del nostro sport, dietro al pallone, alla rete, allo stemma cucito su una maglia. Ma importantissimi, anzi cruciali. Ogni calciatore, ogni calciatrice sa quanto.

Il primo esemplare di scarpe con i tacchetti nacque addirittura nel XVI secolo e venne commissionato per il Re Enrico XVIII, bisogno di una calzatura che proteggesse i piedi. 300 anni dopo, il tacchetto verrà inserito come parte integrante della calzatura e dall”800 i calciatori iniziarono a giocare con i tacchetti di ferro. L’intervento profetico agli scarpini di Adolf Dassler durante l’intervallo della finale del mondiale del 1954 (permise alla Germania Ovest di ribaltare il risultato e aggiudicarsi il trofeo), fece capire ancor di più quanto quei “chiodi” sotto le scarpe potessero risultare determinanti.

Una storia di resilienza e di evoluzione. Una storia umana, insomma. Che adesso vogliamo rendere una metafora, dando un calcio alla crisi sanitaria. Ognuno con i propri scarpini, di colori e taglie diverse, con tacchetti in numero e materiale diversi. Ti piace l’idea? Unisciti a noi, fotografa le tue scarpe o fai un video in cui dai un calcio al pallone, e tagga la pagina del Chievo Fortitudo Women e del Chievo Verona. Insieme sarà più bello!