Figc: la stagione 2019/20 è ufficialmente terminata

Figc: la stagione 2019/20 è ufficialmente terminata

Ora è ufficiale: il campionato del Chievo Fortitudo Women termina qui. Questo è emerso dal Consiglio Federale Figc tenutosi oggi, che ha definito le linee guida per le diverse categorie del calcio italiano, maschile femminile.

Recita il comunicato Figc: “Il presidente Gabriele Gravina ha aperto i lavori alle ore 12.00 con i consiglieri: Dal Pino, Marotta e Lotito per la Lega di A; Balata per la Lega B; Ghirelli, Baumgartner e Lo Monaco per la Lega Pro; Sibilia, Acciardi, Baretti, Frascà, Franchi e Montemurro per la Lega Nazionale Dilettanti; Tommasi, Calcagno, Gama e Zambrotta per gli atleti; Beretta e Giatras per i tecnici; il presidente dell’AIA Nicchi; il presidente del Settore Giovanile e Scolastico Tisci; il presidente del Settore Tecnico Albertini; il segretario generale Brunelli; la presidente della Divisione Calcio Femminile Mantovani; il vice presidente UEFA Uva; il membro UEFA nel Consiglio della FIFA Christillin; il presidente ECA e membro Comitato Esecutivo della UEFA Agnelli. […] Per quanto concerne, invece, l’attività dilettantistica, ivi compresa quella femminile fino alla Serie B, valutate le condizioni generali e l’eccezionale situazione determinatasi a causa dell’emergenza Covid-19, il Consiglio ha deliberato di interrompere definitivamente tutte le competizioni, rinviando ad altra delibera i provvedimenti sugli esiti delle stesse competizioni. Resta fissato al 30 giugno il termine per la conclusione dell’attuale stagione sportiva”.

Ecco le parole del presidente Giuseppe Boni in merito al termine ufficiale della stagione 2019/20: “Ai primi di marzo pensavo di poter presto ripartire, ed ero uno dei pochi presidenti possibilisti sulla ripresa, ma col passare delle settimane son passato dall’altra parte e nelle ultime riunioni online sono diventato uno dei più convinti e decisi sostenitori dello stop al campionato. Era l’unica cosa giusta da fare, a certe condizioni non era immaginabile poter giocare, anche se per la Figc, adesso, le prossime decisioni da prendere non saranno facili. Ovviamente sarei stato molto curioso di vedere il finale di stagione della nostra squadra, ed ero parecchio fiducioso che avremmo risalito altre posizioni, forse avvicinandosi al vertice, visto lo splendido stato di forma fisica e mentale raggiunto. Mi dispiace molto per l’esito del primo terzo di campionato, ma il secondo terzo ha dimostrato che la rosa era buona e le scelte estive erano state azzeccate. Le mie sensazioni sono ora che la stagione 2020/21 dovrà slittare in avanti di qualche mese, ovviamente col permesso del Coronavirus, che nel complesso e stato abbastanza clemente nei confronti del CFW”.

Ricordi gialloblù: stagione 2005/06 e una salvezza all’ultimo respiro

Ricordi gialloblù: stagione 2005/06 e una salvezza all’ultimo respiro

Oggi, domenica 17 maggio si sarebbe dovuto concludere per il Cfw, sul campo della Novese, il campionato di serie B della stagione 2019/20. Per tenere vive le emozioni degli ultimi momenti che caratterizzano le stagioni calcistiche (nel bene o nel male) abbiamo ripescato dagli almanacchi della società del presidente Giuseppe Boni una storica salvezza che le gialloblù della Fortitudo Mozzecane raggiunsero nella stagione 2005/06 in serie B.

A tre giornate dalla conclusione, la sfida salvezza era tra la compagine gialloblù allenata da Maurizio Bertazzoni e la società neroverde “Il Cervo” di Reggio Emilia. Proprio nella terzultima giornata, le neroverdi conquistano i tre punti contro Valbruna mentre la Fortitudo incappa nella sconfitta sul campo bergamasco dell’Aurora. La classifica dice: Il Cervo 20 e Fortitudo 15. In questo momento la Fortitudo dovrebbe salutare la categoria ma con ancora due giornate da giocare è ancora tutto aperto. La domenica successiva, Il Mozzanica rifilala 5 gol alle neroverdi e la Fortitudo vince per 2-1 a Trento contro le ragazze del Clarentia. Il Cervo rimane a 20 mentre la Fortitudo accorcia e sale a 18. L’ultima giornata può rivelarsi decisiva. Una vittoria delle neroverdi metterebbe fuori dai giochi le gialloblù. La formazione di Reggio sul campo di casa non riesce ad andare oltre il pareggio (3-3) contro il Sudtirol mentre la Fortitudo nella vicina Schio batte la compagine di casa con il minimo scarto (1-0).

Boni racconta le emozioni di questa ultima giornata dal cardiopalma: “Ci tenemmo in contatto, tramite telefonini, con la partita di Reggio ma fino al triplice fischio non si sapeva bene quale fosse stato il risultato. A volte dicevano che Il Cervo avesse vinto e quindi saremmo retrocessi mentre a volte dicevano che avesse perso e quindi saremmo stati salvi. Alla fine per loro fu un pari, mentre noi ottenemmo una vittoria storica grazie ad una rete in mischia di testa su un corner della mitica Irene Cordioli”. Per la Fortitudo fu aggancio (21 punti per entrambe) e a questo punto si sarebbe deciso tutto nello spareggio. Lo spareggio tra Il Cervo e la Fortitudo di Bertazzoni, disputatosi il 28 maggio 2006 a Porto Mantovano fu una passeggiata per le ragazze di Mozzecane: 2-0 e le gialloblù si conquistano una salvezza che qualche settimana prima sembrava insperata.

Carraro: “Il campo mi manca ma la salute viene prima di tutto”

Carraro: “Il campo mi manca ma la salute viene prima di tutto”

Il pallone è ancora fermo (si riprenderanno gli allenamenti il 18?) ma la voglia di scendere in campo, almeno per riassaporare il profumo dell’erba e sentire il sudore e l’aria scorrere sulla pelle, è tanta. In casa gialloblù a esprimere questo sentimento è Silvia Carraro, mastino delle clivensi che nonostante questo periodo lontano dai campi non ha smesso, come le compagne, di tenersi in forma grazie alle direttive del preparatore atletico e del mister. Con Silvia ci spingiamo un po’ oltre, provando a ipotizzare un possibile ritorno in campo o, malinconicamente, un arrivederci alla prossima stagione.

1. Come stai vivendo questo periodo lontano dai campi?

Per mantenere la condizione mi alleno quotidianamente seguendo il programma che il mister ed il preparatore ci hanno mandato, integrando a volte altri tipi di allenamenti. Personalmente è mancata molto la corsa, speriamo d’ora in avanti di poterla effettuare liberamente rispettando la propria e l’altrui sicurezza.

2. Ti manca l’atmosfera che si respira durante gli allenamenti e le partite?

Sicuramente l’ambiente campo manca così come l’aggregazione col gruppo, le abitudini ed i piccoli rituali che caratterizzano l’approccio alla partita, i momenti di gioia ed amarezza sempre e comunque condivisi. Nonostante siano passati parecchi anni dal primo passo su un campo, sono tutte sensazioni che pur ripetendosi apparentemente allo stesso modo lasciano sempre sensazioni nuove e differenti tra loro.

3. Dal 18 maggio sembra che possano riprendere gli allenamenti anche le squadre di calcio. Pensi sia giunta l’ora di riprendere?

Di getto ti direi che vorrei si riprendesse tra poco; bisogna però essere riflessivi ed obbiettivi, capire cosa comporterebbe riprendere dopo 2 mesi di attività molto differente da quella che comporta il calcio. Prima di questo però c’è l’aspetto sicurezza, per noi è impossibile assicurare periodi di isolamento in ritiro come hanno previsto per la A maschile; il rispetto per la salute dello sportivo, a volte trascurato, va considerato prima di ogni variabile.

4. Per quando riguarda il campionato non si sa ancora se riprenderà. Tra le varie ipotesi, si dice che la stagione possa essere annullata. Visto il cambio di passo che avevano intrapreso dopo un inizio difficile ti dispiacerebbe che andasse vanificato?

Purtroppo credo che questo campionato sarà destinato a terminare così, con molto rammarico; per come ci siamo riprese, per quello che stavamo dimostrando, per il gruppo che abbiamo ritrovato e per quel terzo posto che era ancora raggiungibile. Affidiamoci alle decisioni degli organi competenti e vedremo a breve cosa decideranno.

5. Secondo te, c’è il pericolo che lo sport non torni più quello di prima e che venga privato delle emozioni che porta con sé, come ad esempio abbracciarsi dopo un gol o una vittoria?

Mi sono chiesta diverse volte come d’ora in poi i rapporti verranno condizionati. Con le persone nei luoghi di lavoro, negli spazi comuni, nei ristoranti, nei parchi. Tutti momenti in cui la razionalità prevale rispetto all’istinto; magari vedremo meno strette di mano per strada o meno confidenze con il nostro barista di fiducia. Ma in campo, il campo è un mondo a sé: insieme si vive in una dimensione dove le emozioni, il “sentido spagnolo” hanno la prevalenza. I sacrifici, la fatica, i sorrisi e le delusioni si vivono, in un primo momento, a pieno stomaco. Spero fortemente che nessun distanziamento sociale imposto ci priverá mai di un abbraccio collettivo dopo un gol così come di una mano tesa quando fai fatica ad alzarti da terra.